Letti. Lungo il cammino portoghese, i miei luoghi della notte…

Seminario Menor

Santiago de Compostela.

Seminario Menor. Mi sono innamorato di questo palazzo immenso. Costruito a metà degli anni ’50 sulla collina di Belvís, quartiere di San Pedro. Venne dedicato a Nuestra Señora de la Asunción. Scuola cattolica, dalla quale potevano uscire futuri sacerdoti. Nel 1956 gli allievi erano 1124. Oggi sono una settantina. Gran parte dell’edificio ospita i pellegrini compostelani.

Un buon posto per i giorni di Compostela.

17 euro per la camera singola.

Incontri ad Armenteira

Armenteira

Ricordo quanto faticai, a buio, sotto la pioggia, a trovare l’albergue dell’aldeia di Armenteira. Ci misi anche un po’ a capire dove fosse l’ingresso. E’ una piccola villetta. A suo modo, accogliente. Calda, in quella notte di tempesta. Decisamente poco spazio fra i letti.

6 euro.

Pontevedra

Per chi, come me, arriva dalla direzione opposta, l’albergue Aloxa è all’altro capo della città. Un passo dalla stazione dei treni. Due chilometri e mezzo dalla periferia settentrionale della città.

Un buon posto, hospitalero senza troppi sorrisi, molto professionale.

Si sta bene.

15 euro. Accettano carta di credito.

Redondela

Redondela

Fitta geografia di albergues. Chiuso quello pubblico, non avevo idea di dove andare: un ragazzo simpatico mi vede un po’ smarrito e mi consiglia l’albergue A Conserveira, un passo dal centro della città. Ragazza gentilissima. Afferro uno dei ultimi due letti liberi. Un piano superiore e la ragazza si scusa. Spazio da cabina d’astronave, compagni giovanissimi dal Tennessee. Muti come pesci. Alle prese con i loro cellulari.

Mi è piaciuto stare qui.

10 euro.

Vigo
La finestra di Vigo

Vigo

Non avevo idea di dove andare. Alla fine, seguo i consigli della Guida di Terra di Mezzo. Residencial Ancla Dorada. Una camera doppia tutta per me, con due finestre, a poca distanza dal centro. Ragazza cortese ad accogliermi. Un dono.

Una buona notte. Molti caffè attorno. Mi è piaciuta molto Vigo. Anche il lungo camminare in città.

20 euro. Accettano carta di credito.

San Pedro Ramallhosa

San Pedro Ramallhosa

El Pazo Pías è un superbo palazzo nobiliare. Apparteneva alla famiglia Pías, mi spiega il portiere. Una gran sorpresa. Ti senti un po’ fuori posto in questo palazzo del XVII secolo, costruito da un membro del Santo Uffizio. Oggi appartiene a una congregazione di suore.

Stanza singola, lenzuoli, riscaldamento acceso. Una meraviglia.

15 euro. Accettano carta di credito.

L’ostello di Puerto Mougàs

Porto Mougás

Non mi sono ricordato di chiedere del significato di Aguncheiro, nome dell’albergue di Porto Mougás. Ho indagato poi: ‘Piccolo torrente’…

Mi sono anche dimenticato di fotografare il mio letto. Una bella serata, molti ragazzi, chiacchiere fino a tardi.

Posto allegro, accogliente, fanno trovare tè e caffè, biscotti. Gli hospitaleros hanno il bar a fianco e l’oceano di fronte. Si è riempito anche a fine ottobre.

12 euro. Accettano carta di credito.

Hospitalero di Caminha

Caminha

Albergo pubblico. Nel sotterraneo dell’asilo comunale. Un po’ claustrofobico se affollato. Ma Lin, l’hospitalero dello scorso ottobre, assomiglia a un orso norteamericano ed è simpatico.

Si esce e si respira sul fiume.

6 euro

Viana do Castelo

Viana do Castelo

Una bella sorpresa la Pousada de la Juventud. A trecento metri dal grande ponte Eiffel. Luogo di ragazzi. Dove i pellegrini si confondono con i turisti e gli studenti. Camera a quattro letti tutta per me. Non c’è un coprifuoco, la porta è sempre aperta. Lunghi corridoi. Accoglienza cortese.

11 euro con la prima colazione. Accettano carta di credito.

As Marinhas

As Marinhas

Albergue dei pellegrini. Non si entra senza credenziali. Gestito dalla Croce Rossa (che può venderti la credenziale: così ho fatto io. E qui si possono recuperare le chiavi se fosse chiuso). Si affolla in fretta. Grande stanza con camino come spazio comune: il sole del tramonto la rende felice. Camerata fitta di letti.

Una buona accoglienza.

6 euro.

Povoa de Varzim

Povoa de Varzim

Volevo andare all’hostal delle Sardine e Friends (ben prima che le sardine riempissero le piazze d’Italia). Tutto pieno, mi dicono al telefono. Dirotto sull’albergue parrocchiale. Ed è stata una buona scelta. Eccellente. Siamo in tre camminanti. Doccia, cucina, pochi passi dal mare, ragazzi accoglienti.

Donativo.

Labruge

Labruge

Novecento metri verso l’interno. Per arrivare all’albergue de São Tiago. Cos’era? Una vecchia scuola. Letti singoli al piano terra. Poche prese elettriche e poche docce. Si sta bene, qui. A un certo punto appaiono ragazzi che fanno scuola di judo. Buon cafè ristorante a pochi passi.

Donativo

Porto

 

Porto

Porto

Gran delusione. Per una volta che ho prenotato via booking, il CoolHostel è pieno e il mio letto era svanito prima del mio arrivo. Vado in cerca di una camera. Fine settimana di ottobre, tutto pieno. Trovo una stanza, grazie a un barista italiano, al CristoRey. Prezzi da albergo ai confini del centro. La proprietaria parla italiano ed è molto simpatica. Stanza singola minuscola. Va bene così. Poi una stanza ben più grande si libera alla domenica.

34 euro

Grijò

Grijò

Arriviamo dopo un giorno di pioggia. Luogo umido e dimesso, ma ha un’aria familiare. Divanetti, una scrivania, libri, una cucina come a casa. E doña Maria che appare alle sette a registrarci. Con il sole è certamente più allegro. Non a caso chiude il 31 ottobre e riapre a marzo.

7 euro

São João de Madeira

São Jão de Madera

Ospite della Casa da Misericordia. Centro ospedaliero e assistenziale per anziani. Appartiene alla chiesa e il vescovo ha deciso di concedere due stanzoni al piano seminterrato ai pellegrini. Infermiere si prendono cura di noi. Materassi per terra. Coperte. Due sole docce. E’ stato un buon sonno, una buona notte.

Donativo.

Branca, luogo perfetto per asciugarsi, tutto sparpagliato per terra

Branca

Casa Catolico. Non è albergue della chiesa, appartiene alla famiglia Catolico. Ed è gestito da Paulo Santos. Hospitalero eccellente. Accende il cammino per i pellegrini fradici di un giorno di pioggia. Paulo prepara la cena, offre tè e castagne. Fa trovare la colazione al mattino, apre il vino per noi. Con il buon tempo, un grande giardino. Un buon posto, davvero un buon posto.

Donativo, ma fra ospitalità, cena e colazione, vale tutti i 20 euro che decidiamo di pagare.

Albergue Sant’Antonio ad Agueda

Agueda

Albergue Sant’Antonio. Luogo prezioso. E’ un residencial e un albergue. Con la buona stagione, non vorresti mai andartene. Un’accoglienza attenta: siamo appena quattro e ci ospita in stanze separate. Luoghi comuni molto belli. Ho dimenticato di fotografare il letto. Che peccato.

12 euro.

Sarnadelo

Sarnadelo

Arriviamo tardi, è giù buio. La hospitalera se ne è andata, ci dicono di aspettare al ristorante, passa un’ora, telefoniamo. La donna è visibilmente infastidita dal nostro arrivo. Arriva in motoretta, era andata in città. Ci apre bruscamente. L’albergue mi assomiglia alla camerata di una caserma. Ma la doccia è calda e c’è tepore. Va bene così. Il porceddu al forno al ristorante tipico ci concilia dal malumore.

12 euro.

Coimbra

 Coimbra

Grazie, Agnes, camminante polacca. Un grande consiglio l’ostello ChangeTheWorld. Due passi da Santa Cruz. Ostello tecnologico, materiali sostenibili, bianchissimo dentro un antico palazzo. Stanza con quattro finestre e arriva anche il sole. Non possiamo desiderare di più.

15 euro

Conimberga

Conimberga

Faccio le mie tappe, diverse da quelle consigliate dalla guida. Voglio vedere le rovine romane di Conimberga. Fa freddo, ma c’è il sole. L’albergue è nel giardino di una casa privata. Qui ritrovo Jim. Tè caldo. Bella cucina. Un buon posto. A sera, arriva Mafalda a salutarci. Cucino gli spaghetti. Sono fiero di me. Scelgo un letto vicino alla finestra. Scrivo. Al mattino conosco il marito di Mafalda, vengono ad augurarmi un buon andare. Mi piace stare qui. Perché andare?

12 euro

Alvorge

Alvorge

Giornata di pioggia. Lunga. Faticosa. Cammino con Jim. Lui sa dove andare a prendere le chiavi dell’albergue parrocchiale: al bar della piazza. Il barista può prepararvi anche la cena. Ha l’aria abbandonata, l’ostello. Umido. Certo in un giorno di pioggia, non è un luogo allegro. La docce sono calde. Per fortuna. E, per una notte, conosco un ragazzo brasiliano che mai più incontrerò.

Donativo.

Alvazàiere

 

Alvazàiere

Qui volevo arrivare. Ad Alvazàiere, bel paese del Portogallo centrale. Perché c’è Carlos, hospitalero che appare da una finestra e ha il senso dello spettacolo: ceralacca per i suoi timbri, offerta di Porto, camera singola o, al massimo, in due o tre. Era casa sua. Buona colazione. E la sua simpatia. Non si può volere di più. Fuori tre donne arrostiscono polli a ogni ora del giorno.

15 euro.

Tomar

Tomar

Consiglio di Javier: hostal 2300. Usciamo dall’accoglienza rurale e spartana, siamo in città. Ostello contemporaneo. Ragazzi con la chitarra, amori fra i letti, pieno centro, un posto bello e gentile. Troppo perfetto, forse. Buona colazione. Si sta bene qui, molte chiacchiere. E Tomar è un gran bella città. Qui bisogna tornare, per camminare fra i chiostri della chiesa nascosta nel castello.

15 euro.

Golegà

Golegã

Consiglio di Filipe. Piccolo hostello. InnHostel. Lei (non ne ricordo il nome, il taccuino al solito si è smarrito: Elsa?) è gentile e, nei giorni della fiera del cavallo, lavora in un ristorante. Golegã, dopo tanta solitudine, è irreale: ultimo giorno della festa, la cittadina è affollata di uomini e cavalli, c’è un’aria felice e stremata. Odore di merda e fango. E il mio ultimo letto è una piccola oasi. Un altro luogo da ricordare.

15 euro.

A Conimberga

 

 

 

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