La costruzione del Carro di Matera.2/La cattedrale è nel punto più alto della Città Antica

I ragazzi e il maestro

La Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant’Eustacchio è stata costruito sullo sperone più alto della Civita materana. E’ il solo luogo di Matera dove, salendo sul campanile, ci si può affacciare sia sul Sasso Barisano che sul Sasso Caveoso. Nella lunetta sopra il portone, vi è una statua della Bruna: quando nel 1389, papa Urbano VI, che era stato arcivescovo di Matera, istituì la Festa della Visitazione, la grande chiesa fu intitolata a questa Madonna.

I bozzetti velati

Questa mattina, un mercoledì di gennaio, ci sono tre cavalletti davanti al grande altare. La Cattedrale è stucchi, decorazioni, veli dorati, segni di stili che si incrociano. Non stiamo partecipando a una funzione religiosa, ma questo è un momento con una sua sacralità sotto pelle. Sono salito verso la chiesa assieme a Ibrahim, a Tamba, ad Ahmed. Ragazzi del Senegal, del Gambia, della Nigeria. Non saprò mai cosa pensano in questo momento. Del resto, nemmeno io so bene che pensieri ho. La festa della Bruna è un mosaico di gesti. Questa è l’ufficialità, il primo passo, ci sono le autorità. Si scoprono i bozzetti con i quali gli artigiani hanno concorso al bando per la costruzione del Carro. Ci sono i velluti, un’aria di segreto (in realtà sappiamo già tutto, conosciamo il nome dei vincitori). Ci sono le ragazze, agghindate a festa, per solleverare il telo che ancora nasconde i disegni.

Il vescovo e il presidente

In prima fila il vescovo, gli assessori, il presidente della Fondazione Matera 2019 e quello del Comitato. I tre ragazzi africani siedono sulla sinistra della navata, ai margini. Silenziosi, incerti. Poco prima, nella bottega di Raffaele e Claudia, il primo insegnamento è stato un istinto. Ibrahim fa un passo di timidezza e dice: ‘Non sarò mai capace di costruire un angelo’. E Raffaele lo travolge con la certezza che è tutto semplice.

I bambini e il bozzetto

Matera religiosa e laica si incrociano nella navata principale della sua Cattedrale. Riaffiorano le storie della ribellione cinquecentesca contro il conte Tramontano e la sollevazione della città  nel settembre del 1943 contro nazisti e fascisti. ‘La prima città italiana a liberarsi, spesso lo dimentichiamo’.

Il vescovo vuole uscire dagli stereotipi: smettiamola di ricordare sempre il passato di povertà della città. Sono tempi di riscatto, di orgoglio. Di futuro. Questo è il Carro dell’anno in cui la città è capitale della Cultura. Il bozzetto racconta della predica di San Paolo nell’areopàgo di Atene, la piazza sulla collina a poca distanza dall’Acropoli: il predicatore che più di altri diffuse gli insegnamenti della nuova religione annuncia agli ateniesi la Resurrezione di Cristo. Erano i primi passi del Cristianesimo.

Fotografi

 

Il Carro racconta di Matera. Racconta della forza di San Paolo. Appaiono San Benedetto, il patrono d’Europa, l’uomo, il monaco che seppe riaccendere una speranza in un continente stremato. Appare San Tommaso D’Aquino, il missionario Stefano De Jacobis e Matteo Ricci, gesuita e matematico, evangelizzatore in Cina. Il Carro, partendo dal legno e dalla carta pesta di Piccianello, attraversa il mondo.

La premessa del futuro

Le ragazze sollevano il velluto che nasconde i bozzetti. C’è il disegno di Francesca Cascione e quelli di Uccio Santochirico. E poi il bozzetto di Raffaele Pentasuglia. Ora raccontano i loro progetti. Ci sono gli applausi, le risate. La chiesa diventa luogo di una festa improvvisata. C’è desiderio di Festa nell’aria. Ci sono i bambini che vogliono farsi fotografare con i bozzetti. Ci sono le foto rituali. I cellulari che fanno video. Ibrahim, Tamba e Ahmed sono timidi e sorridenti.

Foto di rito

Che giochi sorprendenti riserva il destino: attraversi i deserti e rischi la tua vita nel Mediterraneo e poi, per il gioco della lotteria della vita, ti ritrovi in una sontuosa cattedrale del Sud d’Italia in posa di fronte all’altare maggiore. Vorrei che rullassero tamburi nelle vostre Afriche e gli ottoni della banda della città nella piazza-balcone della cattedrale di Matera. I tre ragazzi africani si staranno chiedendo cosa sta succedendo…

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