Il visitatore distratto/I quattro ladroni sono ancora lì. Non si sono mossi

I tetrarchi

Il visitatore distratto non ha più tempo. Come sempre, lascia alle spalle storie che non riescono a completarsi. Chiede troppo al tempo. E si distrae di continuo.

Il visitatore distratto ha cominciato un altro viaggio. Sulle orme dei luoghi di un passato lontanissimo. Ha deciso di compiere atti turistici. Ha voglia di ri/vedere case, piazze, palazzi, gallerie, paesaggi che ha dimenticato. Che crede di aver visto. Dove, forse, è accaduto qualcosa. Ma, probabilmente, non vi è mai entrato.

La laguna

Adesso non ha tempo. Sta per entrare in un’altra storia. Che ne cancellerà un’altra. E così via. Eppure vorrebbe conservarne almeno una. Vorrebbe avere una sua e non cercarne sempre una nuova. Non è stanchezza, è inutilità.

E’ andato a chiedere consiglio a un governatore venuto da Oriente. Un uomo di porfido che ne abbraccia uno più giovane. Nessuno sa come siano finiti in una delle piazze più belle del mondo. Stanno lì, su un angolo della Grande Chiesa. Hanno sguardi fissi da ottocento anni. Ma sono molto più vecchi. Mi accorsi di loro molto tempo fa. Ho una foto in bianco e nero dei tetrarchi. Niente sapevo di loro. Nemmeno oggi ne so molto di più. Mi stanno simpatici, perché la gente della città d’acqua crede che siano ladroni pietrificati per avere cercato di rubare l’oro del santo.

Lei

A Londra, il ragazzo del banchetto di cibo giapponese osserva il biglietto da cinque sterline e si stupisce: ‘Oh cash…’. Aveva già la macchinetta per la carta di credito in mano. Nella Città d’Acqua, il marinaio della strana barca si inquieta quando il ragazzo spagnolo vuole pagare con carta di credito: ‘Per venti euro…poareto’. Il ragazzo vuole anche una ricevuta. Il marinaio è scocciato.

Istanti

E poi c’è il palazzo. La sua corte, la sua stanza capace di ospitare un governo aristocratico di mille e mille uomini. Il Mediterraneo cominciava in questi immensi saloni. C’è un gioco di ombre e luci accecanti. Ci sono i prigionieri che incidono sui muri il nome di Lenin e Malatesta. Ci sono i drappi rossi che senti scivolare sui pavimenti di legno. Ci sono le grandi scale, le statue, i ritratti dei fasti. E il senso della pietra e dell’acqua. Un giorno recupererò questi passi.

La Grande Sala

 

La strana barca

Cammina per le strade strette. Si ferma davanti a una scritta. Crede di essere d’accordo. Si siede su una panchina.

Già

Il visitatore distratto non ha tempo. Non ha più tempo. Ti lascia andare. Non vorrebbe. Ti lascia andare.

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