Viaje al ‘paesito’.1/Montevideo, il ragazzo scrive con el viento

La ragazza della finestra aspetta

Fabian racconta che i pescatori amano la pelea dura con los corvinas, grandi pesci che hanno attraversato l’oceano per depositare le loro uova là dove le acque del Grande Rio si confondono con quelle dell’Atlantico. Questo accade nei mesi della primavera australe, fra ottobre e dicembre. I pesci vengono poi asados per strada, con braci ardenti e festa di quartiere. Il ‘punto di incontro’ dei pescatori è di fronte alla scogliera Sarandi. Là dove finisce il promontorio della Ciudad Vieja. Questa mattina le onde dell’oceano impediscono di camminare sul lungo molo. Josè e Gladys bevono whiskey a mezzogiorno. ‘Dopo andiamo a casa’. E ci presentano Carmen dai capelli rossi che vende apribottiglie con la bandiera dell’Uruguay per cinquanta pesos. E poi c’è doña Rosa che cerca ami per catturare i pesci più grossi. Ci dice che andrà in Cile a pescare.

Fabian e la pescatrice, la scelta degli ami migliori

Il visitatore distratto è felice di stare in questo bar-negozio di pescatori. ‘Muy popular’, racconta Josè. Fabian ci dice che ha molte fidanzate. La moglie lo guarda con curiosità perplessa. Vorrebbe che bevessi una bottiglia da un litro di cerveza Patricia. Demasiado a questa ora del mattino. Mi dirotto su una lattina di cerveza del Norte. Non è un granché.

El Grande Rio aiuta il ragazzo a scrivere

Un ragazzo scrive accovacciato sul confine del grande rio, ‘grande como el mar’. Il vento gli scompiglia le pagine. Lui le tiene ferma con la mano e no para de escribir. Le acque del rio hanno la forza dell’oceano.

La llamadas, sfilate del carnevale, sono state rinviate per pioggia. Hanno tempo.

Ugo mi ricorda, me ne ero dimenticato, che Uruguay es el rio de los pajaros pindatos. Il fiume degli uccelli dipinti.

Sì, sono d’accordo

I muri della Ciudad Vieja sono affreschi per pittori e costruttori di collage. Mi piace molto un disegno che spiega: ‘La empatia salva’. Un altro dice: ‘All you need is cosciencia de clase’ . I ragazzi giocano a calcio di fronte al Grande Rio.

La libreria y Virginia

Il visitatore distratto cerca le poesie del ‘ruso’ fra le muraglie dei libri della labirintica libreria all’inizio di Sarandi. ‘E’ un po’ antico, quel libro’, mi dice, sconsolato, il libraio. Mi suggerisce dove andare a chiedere.

Il guardiamacchine di una strada deserta

Il guardiamacchine (il guardiastrade?) indossa un giubbetto arancione (gilet arancioni?) e siede alla fine della calle peatonal. Dirige un traffico che non esiste, si alza, guida un parcheggio, torna a sedersi. Economia informale, mi spiegherebbero. Al sabato, la Ciudad Vieja è un deserto. Quartiere di banche, mi avvertono. Mi invitano alla prudenza. A me piace l’aria disfatta, le sue case antiche e grigie sbarrate. Dove sono andati i proprietari della borghesia uruguagia? Vorrei riaprire i cento palazzi abbandonati. Mi sento a Taranto: una antica bellezza che cerca di risorgere dall’abbandono. Se ne intuisce la forza. Deve anche essere il vento dell’oceano.

Mercado del puerto

Al mercado del puerto il visitatore distratto non trova il pittore dei quadri rossi che Sarah gli aveva chiesto di cercare. Sono passati molti anni. Oppure questa mattina non è venuto. I camerieri buttadentro ti spingono verso parilladas sontuose. Si contendono, a suon di profumi di arrosto e parole da marketing gastronomico, i turisti delle crociere. Il visitatore, in realtà, ha voglia di chivito. E, alla fine, siede su una panchina ad ascoltare un ragazzo che suona l’organetto davanti a una scritta: ‘Lula libre’.

Il ragazzo dell’organetto

 

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