Ti prego, salta via da quei binari

Paolo (foto da ‘manifesto.it’)

A Paolo sarebbe piaciuta l’osteria di via San Biagio, a Matera. Ne conosceva l’esistenza. Perché A-Rivista Anarchica è, da tempo, sul bancone, accanto al vino e alla birra. Paolo Finzi, assieme a molti altri compagni, era stato il fondatore della rivista, ne era il direttore, anche se dopo, quarantanove anni di lavoro, si ostinava a definirsi ‘un redattore’. Avrebbe sorriso Paolo nel vedere quella piccola insegna: ‘Malatesta’. Lui che ha scritto una monografia su Errico Malatesta.

Non ho conosciuto Paolo. Nei miei due anni milanesi cercai i luoghi celebri dell’anarchia italiana. Scighera, Bovisa, Ponte della Ghisolfa. Sapevo che Paolo era il più giovane fra i compagni fermati dopo la strage di Piazza Fontana. Allora, aveva 18 anni ed era amico di Pino Pinelli. Due anni dopo, nel 1971, nasceva la rivista A.

Scrive Paolo Cognetti che Paolo ‘riempiva i posti dove entrava’. Questo lo posso immaginare. Era stato amico e complice di Fabrizio De Andrè. Ho sempre pensato che fra anarchici vi sia un patto di amicizia che non può essere scalfito. Vi è uno sguardo comune, un’intesa silenziosa.

Leggo che Enrico, il fratello di Paolo, ha scritto: ‘Ha camminato un’ora incontro a treno, che poi veloce lo ha travolto’. Paolo ha scelto di morire. Con una determinazione che stordisce. Ho pensato ad Alex. Alex Langer che scelse di morire in una delle più belle colline di Firenze: niente lo fermò nel suo lento cammino verso la morte. Sono testardi, gli uomini giusti.

Paolo ha camminato per un’ora incontro a un treno lungo la ferrovia emiliana. Vorrei avergli gridato: ‘Scansati, salta via dai binari’. Come avrei voluto farlo con Alex: ‘Fermati’. Questo lo pensi, da stupido, solo dopo. E Paolo non lo conoscevo. Non puoi premere il tasto ‘rewind’.

Alex, con il suo ultimo messaggio, ci invitò a continuare in ciò che è giusto. I compagni della rivista anarchica promettono di ‘continuare a navigare in direzione ostinata e contraria’.

Io, perdonatemi, ho voglia di fermarmi.

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