Etiopia Dancalia

….Questi uomini, magri e infaticabili, sono il senso della Terra. Camminano da secoli. Non si fermano mai. Salgono e scendono i canyon scavati dai fiumi che precipitano dall’altopiano. Vanno e vengono, senza una sola pausa, da quella Piana dove il mare, poco meno di ventimila anni fa, ha lasciato dietro a sé una impronta di sale profonda fino a tre chilometri. Questi uomini che, a centinaia e centinaia, camminano, guidano carovane, dormono insonni su cuscini di lava, scaldano acqua per il tè in bivacchi notturni, arrostiscono impasti di farina su pietre roventi per farne pani duri come i sassi, sono la forza e la tenacia dell’Africa. Ne sono l’epopea e la fatica. E questa terra, la Dancalia, dove lava e sale combattono da milioni di anni un’aspra battaglia geologica, è una meraviglia perfetta e terribile: non può essere raccontata, non esistono parole che possano descriverla. Ci vorrebbero gli occhi, le mani, le gambe degli uomini che, da ore e ore, carovana dopo carovana , mi stanno scorrendo davanti….

…..Darder Eto passeggia sull’orlo del vulcano. Noi non abbiamo altrettanto coraggio. Non siamo afar. Lui sembra trattare con confidenza l’Erta Ale. Dicono che il vulcano sia sorvegliato da guardiani infernali: gente tranquilla, ma facile all’ira se commetti una malefatta. E’ notte fonda. Dobbiamo andare. Ma non riesci a staccare gli occhi dalla fossa del vulcano. Risaliamo al buio la parete della caldera. Darder aiuta i nostri impacci. Ha scelto, per passare la notte, una radura sotto la cresta del vulcano dove un’acacia è riuscita a crescere in una fessura della lava. Ti verrebbe voglia di abbracciarlo questo albero audace. Distendi a terra la tua stuoia, controlli i legacci del tuo dromedario accucciato immobile a un passo da te, cerchi il sonno fra le rocce nere. Ma poi guardi le stelle e non riesci ad addormentarti. Allora senti che Darder si sta allontanando: è un ombra contro i riflessi di fuoco dell’Erta Ale. Apre il palmo delle mani e prega rivolto verso l’infinito. Come vorrei unirmi alla tua preghiera, altezzoso Darder. Come vorrei poter dire, come farebbe un afar, sia benedetta questa terra così aspra e impossibile….