Garibaldi i Mille e la Sicilia orientale

Oramai conosco Garibaldi e so che, nel suo andirivieni, fra Messina e il faro, avrà fatto soste tranquille ai laghi di Ganzirri, lagune salmastre e vulcaniche appena fuori Messina. A quei tempi, nessuno ne turbava la pace: il lago Grande e il lago Piccolo erano oasi per uccelli migratori e, in queste acque, si riproducevano le cozze migliori del Mediterraneo. ‘Hanno un forte sapore di mare’, mi avverte Nunzio Ruello, 60 anni, da sempre coltivatore di mitili a Ganzirri. Se passate di qua in estate, avete qualche speranza: potreste trovare ancora qualcuno che alleva le cozze originarie di questi piccoli mari interni della Sicilia orientale. Altrimenti, in altre stagioni, dovete sapere che queste conchiglie nere provengono dal Polesine e percorrono, in camion, migliaia di chilometri per poter naufragare nel lago Piccolo ed essere vendute, poi, sulle sponde del lago Grande. E’ rimasta la fama di Ganzirri, ma le cozze arrivano da altri mari. Sono certo che il bisnonno di Nunzio avrà offerto al generale, come il bisnipote fa con me, i migliori fra i frutti di mare della sua bancarella. Garibaldi, astemio, avrà bevuto solo acqua: peccato, perché il vino, bianco e aspro, di questa punta estrema di Sicilia, merita di essere assaggiato mentre Nunzio racconta le sue storie di nostalgia.