I Sassi di Matera

….Per giorni mi hanno ospitato in una casa del Sasso Caveoso. E’ stato un grande regalo. Le finestre davano sull’incastro delle case-grotte. So dietro ogni porta si nasconde una sorpresa. I Sassi non si rivelano, celano i loro spazi, la loro grandiosità. Non ci si stanca della bellezza. Al mattino, in inverno, il sole, basso sull’orizzonte della Murgia, gioca con le pietre dell’antica Matera. Questa è una città che vive senza colori. Il bianco e il grigio della calce, le patine del tufo, l’ombra e la luce. Tagli netti di oscurità e colpi di biancore accecante. ‘Un sole ferocemente antico’, mi dicono che scrisse Pasolini mentre qui girava il suo Vangelo. Mi ritrovo fra le mani un cuccù, un fischietto a forma di gallina. Li costruiscono, da sempre, gli artigiani di qua. Dicono che il suo suono potente tenga lontani gli spiriti maligni. Nei Sassi l’acustica è perfetta. Ci si può parlare dal belvedere fino ai confini degli speroni rocciosi. Il fischio del mio cuccù è veloce e tenace. Sembra danzare con la tarantella. La musica si rincorre nell’eco dei vicoli, degli ipogei, delle chiese rupestri, delle cantine, dei cunicoli. Poi svanisce nel silenzio. La bellezza perfetta e lenta di Matera sa difendersi.