Israele Palestina – Akko

Entra nel Giardino Incantato il giovane derviscio…

Il giovane derviscio entra nel Giardino Incantato facendo ruotare l’ampia tunica colorata. I suoi passi circolari sono come un soffio di vento notturno. Il rullo dei tamburi lo circonda, gli uomini accolgono il corteo battendo le mani, le donne, vestite da grande festa, fanno scintillare i loro abiti muovendo le braccia con rapida bellezza. Lo sposo, vestito di bianco, è sulle spalle di un suo compagno e, a sua volta, batte le mani con un sorriso di felicità. Centinaia sono gli invitati al matrimonio. Arriva la sposa, superba nel suo abito bianco: sorregge due grandi candele, le sue mani sfiorano finalmente quelle dello sposo. I fuochi di artificio illuminano il cielo sopra l’antica fortezza crociata. Notte senza sonno nella Città Vecchia, grandiose sono le nozze del figlio del panettiere con una delle donne più belle della città. La musica araba è un pulsare costante e veloce, le donne, con velo e senza velo, si confondono in una danza collettiva che è vibrare sensuale di braccia e di colori. Per due giorni, fra i vicoli dell’antica Akko, si è festeggiato. Le famiglie dei due sposi hanno offerto cibo, due grandi tavolate sono state apparecchiate lungo la strada davanti alla moschea Majadele, cortei rumorosi e gioiosi hanno attraversato le strade della Città Vecchia mentre le donne più anziane gridavano i loro yu-yu eccitati. Un uomo ha agitato una grande spada di fronte al corteo nuziale, lo sposo, in groppa a un quieto cavallo addobbato con nastri rossi, ha percorso orgoglioso il labirinto delle antiche strade.

E’ bella Akko quando si affolla della sua gente. E’ bella Akko nella pace serena della moschea al-Jazzar o nel silenzio dei suoi vicoli notturni. E’ bella Akko quando il suo mercato, lungo la strada quasi coperta che allaccia la piazza Haim Farhi allo slargo che un tempo ospitava i mercanti di Amalfi, è un ingorgo di persone alla ricerca del miglior pane appena cotto o del pesce più fresco della città. Akko è magnifica al tramonto quando, finalmente, ti siedi sugli spalti del porto Pisano, ti offri il narghilé e il tempo è una sospensione: i pescatori gettano i loro ami dalle rovine delle antiche mura ottomane, i ragazzi più spavaldi si tuffano dalla feritoie per mostrare il loro imprudente coraggio, gli innamorati passeggiano fra la piazzola del faro e le banchine della piccola darsena. Akko è la sola città di Israele che, nel cuore della suo vecchio centro, un promontorio che si protende verso il mare aperto, abbia conservato intatto il suo carattere arabo.