Pellegrinaggio a Polsi

….I pellegrini risalgono le strade dell’Aspromonte per una notte sacra, la notte insonne che scorre fra il primo e il due di settembre. Qui si viene per veglia di preghiera e canti, per salmodiare novene, per alzare il proprio figlio fino a fargli sfiorare le vesti di pietra della Madonna, per toccare la statua e guardarla negli occhi ‘bianchi e neri, fissi, che guardano da tutte le parti’. Si viene a Polsi per danzare senza posa, per un giorno e una notte, la tarantella di fronte al portone spalancato della chiesa, per suonare la zampogna, per sfidare gli uomini dell’altro villaggio in una gara di organetto e di resistenza. Si sale a Polsi, a piedi scalzi, alcune vecchie in ginocchio, per gridare, fino a rimanere senza fiato, ‘Viva Maria’ e condurre in processione la Madonna. Devozione popolare. ‘Baccanale religioso, festa dionisiaca’, scrive lo scrittore calabrese Francesco Perri. Donne e uomini trasportano su questa montagna doni per la Madonna: cibo, fiori, ex-voto, statue di cera che raffigurano una parte del corpo da guarire. Si entra in chiesa con le fisarmoniche. Un vecchio canta inni sacri popolari. L’altare, nella notte, si trasforma in una cornucopia di offerte. L’ho visto ricoperto di melanzane, frutta, formaggi. Ho visto le donne, con i loro abiti neri, dormire sfinite nella sacrestia, nelle cappelle, assopirsi sulla sedia del vescovo, stendersi, in un groviglio di corpi, sotto l’altare. Le coperte proteggono dal freddo del primo autunno di queste montagne. Poi ho ascoltato quelle stesse donne cantare sommessamente, in un dormiveglia da trance, preghiere calabresi, recitare rosari infiniti e litanie bibliche alle tre del mattino. Le ho sentite, occhi al cielo, gridare la propria fede antica. Fuori della chiesa, i maestri di ballo dirigono, con severa esperienza e imperiosi gesti della mano, i cerchi delle tarantelle: i giovani balzano come gamberi, gli anziani hanno più attenzioni ai gesti, si alzano i lembi della giacchetta e fanno inchini incrociando le gambe, le donne scivolano schiena contro schiena nel gioco del ballo, la mani sembrano farfalle. Si sventolano fazzoletti e si agitano le braccia come se fossero vele. Uomini dalle pance immense si trasformano in libellule mentre i tamburelli e gli organetti accelerano i ritmi. Le dita dei musicisti, alla fine, sono spellate e sanguinanti: ma continuano a suonare…….