Tanzania – La Terra dei Masaai

…tribù nilotica, migrata dal Sudan cinquecento anni fa, alla ricerca di pascoli migliori, i Maasai approdarono nelle piane del Serengeti, scalarono le pendici dei grandi vulcani (Ngorongoro, Olmeti, Empakaai, Kerimasi…) e ammirarono queste praterie che non avevano fine. Erano le più fertili dell’Africa. Cosa poteva desiderare di più un popolo di pastori e mandriani? Costruirono i loro villaggi, boma di capanne di sterco e fango, in queste terre superbe. E guidarono le loro mandrie di vacche, capre e asini nel vento che agita le acacie della savana. Cinque secoli più tardi, per creare i grandi parchi della Tanzania (Serengeti, Tarangire, Mkomazi) i maasai furono cacciati dalle loro terre: oggi li vedi accoccolati su massi di granito a Naabi Hill, il varco più celebre del Serengeti. Li vedi fra i pascoli della piana di Isilale Artam o nelle steppe di Ng’mat: alti, imperiosi, avvolti nei loro shuka, i manti rossi appesi a una sola spalla, i lobi degli orecchi forati da lucenti gioielli di perline bianche o da campanelle di fili di rame. Eccoli: stanno in piedi, un fianco è appoggiato al bastone lucido, una mano tiene strette due lunghe lance tradizionali, mentre una piccola daga è infilata nella cinta. ‘Dio ha dato le mucche ai maasai: e chiunque ne possegga e non sia un maasai, è un ladro’, mi spiegò, una volta, un vecchio che sorvegliava la sua mandria al tramonto….